domenica 22 maggio 2016

Come può una piccola legge cambiare la società?

Come può una legge, insignificante per alcuni, cambiare un'intera società?
Negli ultimi mesi ci sono stati molti dibattiti su quello di cui l'Italia ha o non ha bisogno. Si sono stabilite priorità, sono state avanzate critiche e si sono montati teatrini politici.
Molti si sono sentiti ripetere: 'Ci sono altri problemi!'
Come é possibile, dunque, che la priorità di pochi possa diventare quella di una nazione? Come é possibile scardinare l'idea che: 'Ci sono altri problemi'?
La legislatura italiana é rimasta legata a tradizioni arcaiche e anacronistiche che non ricalcano i bisogni dinamici e sempre più avanzati della società. In alcuni casi si sono creati spazi enormi tra quello che la costituzione non sancisce e quello che per la società sarebbe giusto sancire. In molti casi, la spaccatura tra queste due entità sociali é evidente. In molti altri casi però, la spaccatura é talmente datata ed esposta che, nel corso dei decenni, essa si é riempita di altro. Esattamente come la crepa in un muro, se viene sistemata in fretta e in maniera professionale, non rimarranno segni; se, invece, la si aggiusta con materiale scarto e dopo una lunga attesa essa sarà sempre visibile.
Un esempio importante ci viene fornito dall'Irlanda. Esattamente un anno fa, il 22 maggio 2015, i cittadini Irlandesi furono chiamati alle urne per decidere se cambiare la costituzione irlandese ed inserire la dicitura: 'Il matrimonio può essere contratto tra due persone a prescindere dal loro sesso'.
Com'é, dunque, cambiata la società della 'cattolicissima' Irlanda da un anno a questa parte?
La nazione é diventata più forte sia dal punto di vista della coesione sociale sia da quello economico, riconoscere più diritti ed arrivare alla parità totale ha rappresentato non solo lo scardinamento di formazioni sociali specifiche che relegavano una parte della società in un punto ben preciso ma hanno allargato le possibilità sociali, economiche, educative e lavorative. La società é cresciuta, sono state approvate leggi anti-discriminazione molto ferree, le scuole hanno irrobustito la loro politica anti-bullissmo, la sicurezza di un lavoro é stata garantita a molte più persone, che prima venivano apertamente discriminate, e, quindi, l'economia ha iniziato a mettersi di nuovo in moto dopo la grave crisi del 2008. Si sono quasi cancellate molte manifestazioni di omofobia, transfobia e sessismo, si é creata una società variata e armoniosa, si é passati dalla tolleranza all'integrazione. Una società senza conflitti interni é una società che produce, che avanza e che può garantire a tutti i componenti benessere e qualità di vita.
In Italia c'é un forte ed urgente bisogno di parità e di uguaglianza. Sono ancora fortissime le spaccature nella cultura e nella società, siamo ancora radicati ad un sessismo arcano ed anacronistico, sia consapevole che inconsapevole, esso si manifesta con le azioni e molte, troppe, volte verbalmente.
Siamo ancora inabissati nell'omofobia diretta, indiretta ed interiorizzata che ci fa stabilire cosa é normale e cosa non lo é. Siamo ancora incapaci di liberarci da odiosi atti di violenza, fisica, verbale, politica e sociale che fanno sì che le spaccature insite nella nostra società e cultura non ci permettano di crescere come nazione e non ci offrano quel benessere di cui c'é tanto bisogno in Italia.
Quindi, SÍ, c'é bisogno di questa legge, per voltare pagina, per migliorarci e per vivere tutti, indistintamente, molto meglio in una nazione di individui egualmente riconosciuti e che cooperano al benessere generale.

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