mercoledì 1 giugno 2016

La negazione dell'omosessualitá

Ci sono idee scomode che vengono dibattute per anni, ci sono inciuci politici che, a volte, vengono coperti e, altre volte, condannati, ci sono parolacce in radio, c'é sesso grafico e verbale in televisione in fascia protetta, c'é la Chiesa che ci impartisce la sua dottrina e tutte queste cose, seppure non richieste da molti, vengono comunque veicolate, discusse, accettate, condannate; ad ogni modo, esse esistono, che ci piaccia o no, e fanno parte della vita di tutti i giorni, invadono i salotti, le palestre, i negozi e inviano messaggi subliminali che ci ricordano in ogni istante della nostra vita che esse esistono. Abbiamo imparato ad ignorare ciò che non ci piace, abbiamo sviluppato un'apatia forzata che parte dal nostro intrinseco rifiuto per quello che non condividiamo e che non ci piace.
Eppure la presenza di tutte queste realtà ci circonda.
Quando vogliamo, chiudiamo gli occhi, le parole entrano nelle nostre orecchie ma non assimiliamo il loro significato. É normale, é un istinto di protezione innato.
Poi ci sono altre cose che invece si cerca di negare.
Sembra tutto molto semplice, nessuno ne parla e se lo si fa si dedica davvero poco tempo e poco sforzo a farlo. Tutti pensano: 'In fondo non é così male, vivi e lascia vivere'.
Invece non é cosí.
La negazione di qualcosa, soprattutto se un'identità, comporta delle ripercussioni importanti sugli individui e sulla stessa società.
Tale negazione mette in discussione la veridicità di un concetto e, in questo modo, mira ad annullare la sua esistenza alla fonte, tende ad eliminare la sua natura primigenia e tutto ciò che da essa scaturisce.
Negli anni del Fascismo, in Italia, vi era il Codice Rocco. In esso non veniva menzionato il termine 'omosessualità' in quanto, stando a Mussolini stesso: 'In Italia sono tutti maschi'. Questa assenza ha comportato molti ribaltoni storici che molti hanno riconosciuto come positivi. Infatti il fatto che il Codice non menzionasse, neppure vagamente, l'omosessualità (a differenza della Spagna Franquista e della Germania Nazista) ha fatto sì che molti omosessuali (non tutti) venissero risparmiati dall'Olocausto. Essi, semplicemente, non esistevano. L'idea di una punizione comporta anche l'idea del fallo ed é proprio questo che il regime Fascista voleva evitare.
Molti, quindi, parlano di questa pagina della storia italiana come, forse, un atto di clemenza di Mussolini nei confronti degli omosessuali.
Invece non é cosí!
Certo, forse molti omosessuali sono stati risparmiati dall'orrore nazista, ma é anche vero che le loro identità vennero negate nella maniera più intima e profonda.
Durante il Fascismo, gli omosessuali dovevano nascondersi in quanto facenti parte di un ordine completamente opposto a quello Fascista. La società, tramite la negazione della loro esistenza, li additava come creature a parte, esse non rientravano nella categoria né di 'maschi' né di femmine, erano la perversione in carne ed ossa.
Essi,quindi, se scoperti, venivano allontanati dalla società 'civile' e obbligati a vivere da esiliati in colonie penali su isole remote in condizioni disumane.
Con la negazione, dunque, non solo si escludeva  una fetta di persone, ma si indottrinava la società  (spesso illetterata) sull'illegittimità di quegli individui che erano costretti al confino.
Quali ripercussioni, ha dunque, questo approccio alla questione omosessuale italiana di oggi? Molte, moltissime.
Abbiamo appena assistito alle discussioni di determinati componenti politici che, appellandosi al cattolicesimo, negano i diritti LGBTQI, abbiamo appena letto di esponenti del Clero che incitano all'illegalità pur di non riconoscere (negare quindi) diritti naturali.
Ma facciamo un passo indietro, quali implicazioni ha la politica fascista nella vita di tutti i giorni?
Molte, moltissime.
Quante volte si sente dire: 'Io non ho niente contro i Gay, l'importante che non diano fastidio a nessuno'. Se ci fermiamo a riflettere su queste parole, forse proviamo rabbia, forse le condanniamo anche, ma sappiamo davvero da quale parte della nostra storia esse provengano?
Parole pronunciate con leggerezza molte volte, con ingenuità, ma che nascondono le impronte di una storia oscura, quella del confino omosessuale, quella dell'allontanamento dalla società di esseri umani che, solo per la loro natura, infastidivano l'ordine fascista.
Riflettiamo, dunque, sul peso delle parole, sulla loro provenienza culturale e storica, riflettiamo bene perché la negazione porta all'oblio ed esso porta al ripetersi della storia, quella più cupa e atroce.

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