lunedì 12 settembre 2016

Perché Mr. Gay?

Dopo l'assenza di alcuni mesi, mi ritrovo a farvi compagnia tra le pagine, o forse dovrei dire i post, di questo sito-blog.

Sono stati mesi molto intensi sotto moltissimi punti di vista, mesi in cui ho abbracciato quello che ho sempre voluto fare in maniera ancora più totale.
Il due luglio sono entrato a far parte della grande famiglia dei Mr. Gay boys. Sono stato eletto Mr. Gay Limerick e devo ammettere che, nonostante non me l'aspettassi, ne sono davvero lusingato.
Molti penseranno che questi concorsi sono solamente pagliacciate esi
bizionistiche (e come dargli torto se per esempio vi sono Miss Italia e quant'altro?).
Sono stato accusato da alcuni di essere un esibizionista, un egocentrico, assetato di attenzione. Ebbene, no, io non sono questo. Sono semplicemente un ragazzo (o forse uomo dovrei dire, essendo arrivato ai 32 ormai) normalissimo, ho un lavoro normalissimo, ho hobby normalissimi e mi piace leggere e scrivere. Non sono un fashion victim e tantomeno non ho mai sognato di partecipare a Uomini e Donne.

Ma allora perché ho partecipato a Mr. Gay?
Questa domanda implica una piccola digressione sul perché esistono concorsi come Mr. Gay.
In Irlanda ma anche nel Regno Unito, nel Benelux e nell'Europa dell'Est i concorsi di Mr. Gay non sono meramente dei concorsi di bellezza, non si deve avere il six pack o i muscoli oleati. Queste manifestazioni mirano a ben altro. Lungi dal denigrare la liberazione sessuale, essa però é ormai datata e non serve più a molto (detto questo, sono molto liberale) dal punto di vista dei diritti.
Prima ci siamo scoperti per far vedere al mondo che esistiamo, ma ora dobbiamo parlare, urlare, gridare che non siamo solo tappezzeria, non siamo solo scenografia statica, non siamo i costumisti dietro le quinte di una società. Adesso é il momento della liberazione ideologica, della discussione, del confronto, della critica costruttiva e dell'azione.
La maggior parte dei concorsi Mr. Gay in Europa sono mirati a dare spazio ai militanti LGBT. Chiunque vi partecipa e vince é un'attivista che non ha paura di divenire modello per il pubblico, non ha paura di aprire la bocca e di dire cosa é giusto e cosa é sbagliato anche e soprattutto attirandosi tante critiche ed offese addosso. Un esempio di tutto questo é il Mr. Gay Irlanda dello scorso anno che ha raccolto una cifra cospicua per la lotta contro l'AIDS.
Dal canto mio, sto raccogliendo fondi per PIETA HOUSE, un'associazione che combatte il suicidio e l'autolesionismo (molto diffusi in Irlanda). Ritengo che il problema del suicidio e dell'autolesionismo siano strettamente correlati con il livello di accettazione che una persona ha di se stessa (che sia etero o LGBT). Il fulcro della tendenza suicida o autolesionista é l'idea di annullarsi personalmente, di sparire e, così facendo, si cerca di far sparire anche il proprio dolore per la non accettazione (ho analizzato proprio questo tema ne 'L'Attesa delle Isole' il mio ultimo romanzo). É quindi essenziale e vitale combattere ogni forma di omofobia o discriminazione che possa acuire quel rigetto già insito in una persona in un primo momento. In un secondo momento occorre aprirsi, parlarsi ed ascoltarsi, non giudicarsi ma semplicemente tendere la mano al nostro interlocutore. Sono gesti piccolissimi ma che possono fare una grandissima differenza se ci si trova in uno stato di negazione di se stessi.

Ho partecipato dunque a questo concorso, e ne sono orgoglioso, perché voglio dare un messaggio molto chiaro: anche un insegnante, uno scrittore e un giornalista possono essere Mr. Gay. Possiamo essere tutti Mister e Miss nella nostra societá, possiamo tutti contrastare la discriminazione, le offese, possiamo tutti tendere una mano, regalare un sorriso, possiamo tutti non aver paura di farlo.
Io non ne ho, voi?

Nessun commento:

Posta un commento